Maiam

375bca038796dcb0ab3cf0fa963d0276.jpgL’universo è il prodotto dell’emissione di “parole”, di “mantra”. La matrice acquatica primordiale è anche una matrice vocale.L’acqua contiene il seme della saggezza e della creatività. La saggezza è l’arte d’essere creativi in modo differenziato e flessibile. Come l’acqua, la saggezza non ha forma: l’atto creativo invade l’interiorità e inonda indistintamente ogni cosa, senza avere una forma precostituita.
E’ curioso notare quanto sia stretto, in molte lingue, il legame fonetico sintattico tra l’acqua e la domanda. Mai in arabo e maim in ebraico derivano da mah (“che cosa?”). Il latino aqua racchiude il quesito qua, “che cosa?”. In tedesco, Wasser ha la stessa radice di was (che cosa?). In inglese, water suona come what (che cosa?). In cinese, quando si aggiunge una linea all’ideogramma “acqua”, shui, esso si trasforma nell’ideogramma yong, “eternità”; se invece vi si aggiunge una croce, esso diventa “domandare, chiedere, supplicare” (qiu).
L’essenza dell’acqua è la domanda, perché non sappiamo veramente che cosa sia. L’acqua è una sconosciuta, chiede di essere svelata, ci supplica di essere interrogata e interpretata.
In effetti, ci domandiamo come sia possibile che l’acqua sia così abbondante sulla Terra e così scarsa nell’universo. L’acqua ci sollecita a cercare il senso della sua esistenza nella sua pochezza. L’acqua racchiude la domanda nella sua struttura. Crea uno spazio di accoglimento dentro di sé, uno spazio vuoto: il vuoto da riempire con i nomi. E’ il silenzio necessario per ascoltare le domande e per lavorare sulle risposte.
Il punto interrogativo che definisce e conclude la domanda si disegna con un movimento sinuoso, curvilineo e spiraliforme, è l’espressione grafica del mistero del moto a spirale che si crea nei flussi d’acqua. Sarà un caso? No, non lo è. Il ripiegarsi del punto interrogativo evoca la figura di un uomo che, incurvato su se stesso, cerca di rispondere alla domanda “chi sono?”. La sua risposta è il silenzio, l’ascolto di chi non si accontenta di una risposta basata sull’apparenza: su ciò che fa o sul proprio ruolo nella società. Dovremmo trasformarci, anche con il corpo, in un punto di domanda, per cercare di vedere le cose in un altro modo.
Quando ci si immerge nell’acqua, una persona rinuncia al possesso del proprio Io e domanda a se stessa: “Che cosa sono?”. Dentro l’acqua non si respira, proprio come accadeva nell’utero. Immergendoci nell’indifferenziato del “che cosa?” entriamo in un regno al confine tra la vita e la morte: una tappa necessaria per chi ambisce alla libertà materiale e spirituale, perché il segreto della sapienza sta nel formulare buone domande, più che nel fornire buone risposte. Il valore numerico della parola ebraica mah (“che cosa?”) è uguale a 45: lo stesso della parola “uomo” (adam). L’essenza dell’uomo è porre domande, che è Insieme dubitare e ascoltare. Se cessasse di interrogarsi, l’umanità si estinguerebbe. L’uomo, per essere tale, deve trasformare se stesso in un interrogativo.
Anagrammata, la parola ebraica hochmà (“saggezza”) diventa coahma, che significa “forza” del “che cosa?”. La saggezza è la forza di rispondere a una  domanda con un’altra domanda. Un racconto chassidico narra di un maestro che pone una domanda e non riceve alcuna risposta. Un secolo più tardi, in un altro luogo, un altro maestro pone un’altra domanda e anch’egli non riceve risposta: non sa che con la seconda domanda sta rispondendo alla prima.
La forza del “che cosa?” è l’essenza della saggezza. Il saggio è colui che s’interroga e sa come legare le proprie domande alle altre, formulate in passato; è colui che si evolve attraverso un’interrogazione continua su ciò che si osserva, sulle regole stabilite e su come debbano essere interpretate. L’acqua ci insegna ad accettare il dubbio dentro di noi, perché lì si trova il segreto della nostra evoluzione di esseri coscienti.
La saggezza consiste nel costruire una vita attiva e significativa, che come l’acqua abbia una direzione e un flusso incessante.

Tratto da Paolo Consigli L’ACQUA PURA E SEMPLICE Ed. Tecniche Nuove pp. 304/305.

Maiamultima modifica: 2008-03-26T22:15:00+00:00da euloristopia
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