Il tesoro sommerso

img0020.jpgL’origine della vita ha avuto luogo negli oceani primordiali, in questo tiepido ambiente d’acqua e sale è iniziata l’avventura degli esseri viventi sul nostro pianeta. Acqua e sali minerali… anche il corpo umano, dopo tanta evoluzione, ha ancora come componenti principali queste due sostanze. E’ abbastanza una nozione comune che l’uomo sia principalmente composto d’acqua, ma ciò che forse non è così noto, è l’altrettanto importante presenza nel corpo umano dei sali minerali perchè la vita dipende dal sale quanto dipende dall’acqua. Questa combinazione acqua-sale ricorre di frequente nella fisiologia umana, basti pensare al periodo prenatale, ai nove mesi che si trascorrono immersi nel confortevole mare salato del liquido amniotico.

Il sangue nella sua composizione è molto simile all’acqua marina: il cloruro di sodio, meglio conosciuto come sale da cucina, è uno dei componenti delle flebo somministrate ai pazienti. Le lacrime sono salate e in caso di forte sudorazione, dovuta a sforzo intenso o ad alte temperature, è necessario reintegrare le perdite con acqua e sali minerali. Anche nei casi di dissenteria, la cosa più importante, consigliata dai medici, è l’assunzione di liquidi e sali, per riportare l’equilibrio idro-salino del corpo ai suoi valori normali. Oggigiorno questa sostanza cristallina e inodore, il cloruro di sodio, è ormai di facile reperibilità; al contrario nel passato, fin dalla preistoria, è sempre stato considerato un elemento molto raro e prezioso. Raro perché inizialmente fu ricavato solo dai pochi affioramenti superficiali derivati dall’evaporazione d’acque salmastre interne e prezioso perché il sale fu, per un lungo periodo, l’unico “conservante” dei cibi. A questo si deve lo sviluppo del gusto per i cibi salati. A parte i casi estremi di perdita di liquidi elencati prima, il fabbisogno giornaliero di sali può essere sufficientemente assunto mangiando e bevendo nella giusta quantità, scegliendo però con attenzione il sale con cui si condisce il cibo e qui è necessario fare una precisazione su cosa s’intende per sale.

Il comune “sale da cucina” o “sale bianco” è una sostanza oramai impoverita dei preziosi elementi che originariamente conteneva e questo a causa della sua raffinazione. Come succede per altre categorie di alimenti, per esempio zucchero, cereali etc., i procedimenti industriali di raffinazione e sbiancamento rendono il prodotto finale privo delle caratteristiche più utili e importanti per la salute contenute all’origine. Per questo motivo si pone l’accento l’importanza dell’uso del sale “grezzo” o “integrale”. Il sale che si trova in commercio attualmente ha due diverse provenienze, sebbene si possa affermare che l’origine sia sempre il mare: il “sale marino”, ottenuto dall’evaporazione dell’acqua marina, e il “salgemma”, cosiddetto sale di miniera. Il salgemma proviene da giacimenti originati da lente evaporazioni d’antichi bacini d’acqua di mare, perchè nel corso del tempo le forze geologiche hanno modificato i continenti, innalzato montagne e stratificato con varie rocce altre zone. Questo è il motivo per cui si trovano depositi di sale così in profondità e questo “sale antico” deve essere estratto con vere e proprie tecniche minerarie. A questo punto si cercherà di approfondire i due argomenti per potere avere le idee più chiare sulla scelta a favore di uno o dell’altro sale. In questa prima parte si parlerà del sale marino che si ricava dalle saline, grazie all’evaporazione dell’acqua di mare. Il sale così ottenuto contiene piccole dosi d’altri sali minerali utili all’organismo umano.

La quantità anche minima di un elemento, per questo chiamato oligoelemento, è importante perchè può portare a corrette reazioni fisiologiche: è proprio la contemporanea presenza d’alcuni elementi chimici la chiave per cui avvengano o meno determinate reazioni metaboliche. Queste reazioni chimiche sono concatenate fra loro, e se manca un solo anello di questa catena, il risultato può essere compromesso. Nel sale marino i minerali presenti insieme al sodio sono principalmente il potassio, il magnesio, il calcio e lo iodio, ma possono essere presenti tracce d’altri “sali minori”; gli elementi contenuti nel sale non sono sempre gli stessi e nemmeno si presentano in uguale quantità dato che questi fattori sono determinati dalla diversa provenienza geografica e dalla lavorazione. Le diverse tecnologie applicate alla produzione del sale influiscono sulla composizione finale del prodotto, purtroppo la maggior parte del sale usato in cucina è ottenuto dopo successivi e ripetuti lavaggi che hanno lo scopo di allontanare quegli elementi ritenuti, a torto, impuri.

Oltre a questo “impoverimento”, al sale comune sono spesso aggiunti additivi (anti-igroscopici) che non permettono l’assorbimento d’umidità. Il sale marino integrale non avendo subito questi passaggi di lavorazione conserva ancora gli oligoelementi così preziosi, non contenendo additivi può apparire umido e grumoso ed il suo colore si presenta di diverse tonalità che variano dal bianco al grigio. Si può allora affermare che l’uso del sale marino integrale, proveniente da zone non inquinate, è il modo più facile e naturale per mantenere ben bilanciate le sostanze minerali necessarie all’organismo. Nei prossimi numeri si approfondiranno le caratteristiche del salgemma e si continuerà quest’affascinante viaggio nella “via del sale”.

Articolo tratto dal numero di Marzo della rivista On-line Il Mondo di Loto http://www.mondodiloto.com

 

Il tesoro sommersoultima modifica: 2009-03-17T09:08:00+00:00da euloristopia
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